giovedì 7 febbraio 2008

Dopo Siena ecco Udine..

In casa Fortitudo non è momento di pensare al carnevale..

Non c'è niente da fare. Neanche Sakota ha cambiato più di tanto il destino dei biancoblù.

Dopo la sconfitta in casa del rullo compressore guidato da Simone Pianigiani, è arrivata un'altra resa. La sconfitta con la Snaidero, però è molto più dura da digerire. Perchè giocavamo in casa, e non si può perdere davanti al pubblico più caldo di tutta Italia(e sfido a trovare una tifoserie più attiva anche in Europa..). Perchè Udine ne aveva vinte solo tre nelle ultime tredici. Perchè l'euforia era alle stelle per il recupero miracoloso di Jenkins.

Ma è proprio il play che si è rotto la mascella il problema. Ok, non ha giocato molto, solo 22 minuti, ma in quel poco tempo è tornato a fare quello che a cui ci ha abituato fin dall'arrivo a Bologna. Si è messo a giocare da solo e nonostante la poca confidenza(1/9 da tre, 0/3 da due) con il canestro ha continuato imperterrito nella sua personalissima sfida, deciso a recuperare in una volta sola tutti i tiri che non si è potuto prendere nel mesetto di assenza.

Sicuramente non è l'unico colpevole. La prima cosa che salta all'occhio è la difesa, apparsa simile ad uno scolapasta. Gli spazi lasciati dalla squadra hanno fatto fare un figurone anche a Penberthy, che non è l'ultimo arrivato, ma nemmeno il campione che i giornali hanno descritto.
Udine si è affidata alle penetrazioni, ma soprattutto alle bombe della guardia americana che, ringraziando di cuore la lentezza delle rotazioni difensive bolognesi, si è fatta trovare sempre pronta sugli scarichi dell'ormai prossimo alla pensione Jerome Allen.

Per il resto la squadra friulana non ha fatto niente di troppo complicato. Ha giocato compatta, ha eseguito i vari "compitini" preparati da Pancotto ed ha giocato con tranquillità. Tutto il contrario di quello fatto dalla Fortitudo che ha mostrato un gioco troppo frenetico, lontano anni luce dal molto più ordinato run&gun previsto ad inizio anno. E la fase difensiva ha lasciato decisamente a desiderare. Anche perchè se si concedono 30punti nel primo quarto è dura dover sempre rimontare.

Una notizia piacevole in fin dei conti c'è. Thomas(nella foto) sta tornando. Anche ieri una doppia-doppia da applausi(17+10). Uno dei principali indiziati per le praterie concesse nella nostra area è sicuramente il centro americano, che nonostante gli sforzi dello staff tecnico non riesce ad imparare quelle due o tre cosine per limitare un pò gli avversari, ma almeno si sta impegnando. E se poi in attacco si ritaglia un pò di spazio qualche errorino in difesa lo possiamo anche far passare.


Ora che Sakota ha la rosa al completo, non scelta da lui, ma pur sempre una squadra di prim'ordine, ha il dovere di portarci fino ai playoff. Non sono un obiettivo proibitivo, ma se si continua a perdere anche al Paladozza la faccenda si complica.

Anche i cugini bianconeri si stanno riprendendo, ora è arrivato il nostro turno.

E se nenche il coach serbo riuscirà ad allontanare tutti i problemi che zavorrano i giocatori forse è meglio mettersi il cuore in pace e aspettare che la buona sorte cominci a passare dagli uffici di Sacrati..

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